La ragazza con l’orecchino di perla, Tracy Chevalier

 

Commento 1:

 

Delft, Olanda, XVII secolo.

Griet, giovane figlia sedicenne di una famiglia caduta in povertà, si trova serva presso un importante famiglia della cittadina.

Lo shock di dover lasciare i suoi genitori e i suoi fratelli è amplificato, fin dai primi giorni, dall’ambiente difficile nella quale si trova a lavorare. Gelosie e antipatie si alternano fra mucchi di biancheria da lavare e stirare.

L’uomo dagli occhi grigi come il mare: il suo padrone, nonché pittore famoso, la salva dalla monotonia dei giorni. Nelle sue mani iniziano a nascere colori e i suoi occhi imparano a lasciarsi andare e sognare dietro ogni quadro che il suo padrone dipinge.

Fra lei e l’uomo dagli occhi grigi inizia a stabilirsi una naturale intesa fatta di molti sguardi e poche parole. Qualcosa nella passione di un’innocente ragazza si smuove e quando lui, sfidando tutte le convenzioni sociali, la ritrae con le labbra dischiuse e l’orecchino di perla, Griet deve scegliere: o comportarsi come l’etichetta prevede o  lasciarsi andare inesorabilmente.

Seguire le passioni e i propri istinti o recitare il ruolo che la società ti impone?

 

Un grande romanzo!!!

 

Commento 2:

 

Romanzo pseudo storico che trova la sua ambientazione nella Delft (Olanda) del diciassettesimo secolo. La famiglia di Griet è appena stata colpita da una sventura: il padre, decoratore in una fabbrica di ceramiche (storiche ceramiche di Delft) ha perso la vista in seguito ad un incidente sul lavoro.

La famiglia, non benestante, si ritrova costretta a tirare la cinghia per far fronte alle difficoltà economiche e Griet, la figlia maggiore, viene mandata a servizio presso la casa del famoso pittore Vermeer.

La sedicenne si ritrova catapultata in un ambiente cattolico diverso da quello in cui è cresciuta ma soprattutto reso difficile dalle troppe donne che vivono all'interno della casa: moglie del pittore, suocera, figlie e non ultima la cuoca, oltre alla pesantezza dei propri compiti le rendono la vita impossibile.

L'unico personaggio che aleggia leggero, quasi a volersi volutamente staccare da tutta quella fanfara di gente chiassosa e pettegola è proprio il padrone stesso, il pittore Vermeer, del quale la ragazza si innamora nel modo trasognato ed innocente di una adolescente.

Tra lei e lui ben presto si instaura un rapporto particolare che per lei si traduce nell'avvicinamento al mondo dell'arte; preparare colori, macinarli, annusare gli olii ed assistere alla lavorazione dei suoi quadri saranno per lei il cardine su cui fare forza per andare avanti a sgobbare tra montagne di lenzuola, incombenze e zizzanie delle comari.

 

Sulla vita del pittore Vermeer si sa ben poco al di fuori dei suoi quadri e la scrittrice si prende in questo romanzo alcune licenze, immaginandolo come uomo taciturno e tranquillo e dal carattere fondamentalmente buono anche se, forse, non abbastanza autoritario.

Anche dal punto di vista artistico la scrittrice avvalla l'ipotesi secondo la quale Vermeer sia stato uno tra i primi a compiere esperimenti con la camera obscura, di cui nel romanzo fa ampio uso.

Di lui sappiamo poco niente ma per lui parlano i suoi quadri, pochi in verità visto che dipingeva con lentezza esasperante ed era un perfezionista, ma guardando la ragazza con il turbante o con l'orecchino di perla ci si immagina una storia alle spalle; sognando oltre lo sguardo trasognato e innocente della modella.

Anche Tracy Chevalier deve aver sognato, lasciando vagare la mente oltre quel quadro e il romanzo è il prodotto delle sue ricerche e della sua immaginazione. Il risultato è di grande effetto e le pagine evocano la vita olandese si quel periodo in modo molto vivido e nel contempo poetico.

 

 

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