La pianista bambini, Greg Dawson

Commento 1

 

Zhanna e Frina sono due sorelline nate, grazie al padre violinista, con la musica nel sangue. Le loro dita scorrono veloci fra i tasti del pianoforte e la sinfonia entra a far parte vibrante delle loro esistenze.

La loro bravura in breve tempo le porterà ad essere due piccole stelle nel firmamento musicale e ad iniziare la carriera in conservatorio.

Il nazismo  però si avvicina a grandi passi e loro, di origine ebree, si ritrovano a dover scappare da una realtà che i genitori non sono riusciti ad evitare. La grande macchina dello sterminio entra in azione. Gli Ebrei si ritrovano quindi dapprima ammassati nei ghetti e poi verso stermini di massa in fosse comuni.

Nel cammino verso la morte però, una piccola speranza nasce  e  il padre, dando alla guardia un orologio d’oro, riesce a salvare una delle due figlie. Diede la sua giacca a Zhanna dicendole:“non importa come, ma vivi”.

Riuscendo a fuggire dalla strage, la piccola bambina prodigio si ritroverà con una nuova identità spinta a sopravvivere dalla promessa fatta al padre: vivere.

La musica riempirà ancora le pagine salvandola ogni volta dalla furia nazista  e regalando colpi di scena inaspettati.

 

È una storia vera raccontata dal figlio nonché autore del libro.

 

Commento 2

 

Poche storie sull'olocausto, argomento ampiamente trattato e forse anche usurpato, riescono ad essere toccanti, verosimili e poco buoniste come questo romanzo. In questo caso parlare di verosimile è quasi superfluo; si tratta infatti di una storia vera.

A renderlo un gran libro è soprattutto la dovizia di particolari che, presumo, l'autore inventi o quantomeno presupponga e anche in questi piccoli dettagli non traspare buonismo e si nota l'assenza di colpi bassi nei confronti del lettore.

Sarà perchè l'autore è un giornalista ma il taglio che ha dato alla sua creazione è assolutamente piacevole e ben si colloca tra il romanzo e la cronaca. La storia è quella delle due bambine, Zhanna e Frina, pianiste di talento nell'Ucraina degli anni a cavallo tra le due guerre mondiali e del regime stalinista; una Ucraina già antisemita prima della venuta di Hitler che mal si dispone nei confronti degli ebrei e poco si opporrà alle persecuzioni terribili ed efficiente che il Fuhrer riserverà alla popolazione ebrea.

Sembra quasi che la guerra scivoli via, cosi come le persecuzioni, le fucilazioni, le impiccagioni, la fame e la carestia, scivoli attorno alle due pianiste bambine che attraversano un mare di letame senza per questo puzzare.

Aiutate forse dalle note sublimi della loro musica che, tra mille sventure e peripezie, costituirà la loro unica arma, o sarebbe meglio dire strumento, per sopravvivere in quegli anni bui.

 

Attraverso gli occhi puri ed innocenti eppure spaventati e desiderosi di vivere di Zhanna e Frina la storia attraversa le vicende della seconda guerra mondiale e in particolare del fronte determinante: quello Est.

Vediamo, senza riuscire a smettere di leggere, le città Ucraine prima della guerra, immerse nel sonnacchioso e protettivo regime Stalinista, poi le campagne desolate ed affamate da Stalin prima e dalla guerra poi, la Germania sfolgorante e spavalda prima e distrutta e massacrata dopo ed infine il paradiso di quegli anni: il luogo dove ognuno sarebbe voluto andare e il cui nome è America.

Nella campagna della Virginia, così terribilmente somigliante a quella ucraina, le due sorelle troveranno finalmente la pace, buttando a mare la paura che le ha accompagnate per anni e dandola in pasto agli squali in una traversata trans-oceanica.

 

Non c'è che dire: un libro da leggere.

 

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