La città perfetta, Angelo Petrella

 

Sembrerebbe dal titolo che questo romanzo parli di una città utopica e perfetta in cui l'umanità si è organizzata al meglio per vivere in comunità: una specie di Repubblica di Platone; almeno a me aveva dato questa idea.

La città perfetta è invece la città perfetta per i topi. Una città in cui il marcio è ovunque e si adatta talmente bene che sembra vivere nel suo luogo ideale. Un posto creato da dio come habitat di tanto putridume.

E' la Napoli dei primi anni novanta quella che l'autore racconta e lo fa attraverso gli occhi di tre personaggi: un ragazzino spacciatore inserito all'interno di un "sistema" gigantesco e pauroso, un poliziotto della DIGOS e uno studente comunista un po' anacronistico nelle sue convinzioni.

Nelle prime pagine questo romanzo non mi ha entusiasmato. Forse sarà per la forma pseudo dialettale in cui è stato scritto o forse perché i thriller non sono il mio genere, comunque aveva tutte le carte in regola per essere richiuso senza che avessi finito di leggerlo e invece dopo qualche decina di pagine l'autore fa appassionare alla vicenda facendo affezionare alle storie dei protagonisti più che alle loro personalità. Il racconto decolla portando gradualmente alla luce una Napoli marcia e corrotta nella quale vigono leggi proprie, inserita all'interno del turbolento contesto nazionale che ogni tanto entra dalla finestra con testate giornalistiche e avvenimenti storici per lo più tragici ed ambigui.

Manca un buono, a questo racconto. I personaggi, soprattutto i protagonisti, sono caratterizzati molto bene e Petrella  ce li fa conoscere in tutte le numerose sfaccettature dei loro caratteri senza cedere ad impulsi di buonismo ed evitando al lettore gratuiti colpi bassi volti soltanto a commuovere un pubblico sensibile.

 

Un racconto metropolitano e suburbano in cui l'unico difetto è quello dei troppi intrecci che legano tra loro i protagonisti. Alla fine i conti tornano tutti e questo, secondo me, non è molto verosimile.

Un bello spaccato del sistema camorristico e del modo di vivere napoletano quello che viene a galla leggendo questa storia incalzante che mi ricorda tanto Romanzo criminale. In sottofondo ci sono gli echi di una Italia corrotta e falsa e le notizie di cronaca (vere) delle quali il romanzo fornisce un bello spunto per interpretarle.

 

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