La Madonna dei sette dolori, Liborio Rinaldi

 

"Con gli occhi socchiusi mi porto avanti più che posso, film logoro già visto mille volte nelle notti insonni di questi anni, e quando sono al limite del ponte, oltre la linea gialla, apro gli occhi" inizia così il romanzo che narra la vicenda di un uomo, di una vita. Tutto il racconto è un sapiente flashback a partire dall'età di diciotto anni, ed in particolare dal giorno in cui l'anonimo protagonista conferisce il titolo di ragioniere.

La storia della sua vita è narrata in cinque periodi piuttosto brevi: quelli che hanno caratterizzato le svolte. Il racconto alterna fasi piuttosto dettagliate della vita del protagonista, pagine in cui il tempo rallenta fino a fermarsi, a gigantesche voragine che però vengono sapientemente colmate con flashback e flashforward.

Nello stile emerge la vena poetica e romantica dell'autore, che privilegia le sensazioni interne, racconta di un mondo interiore che non sempre coincide con quello che gli altri percepiscono. La tendenza a sfumare i contorni dei fatti produce ottimi risultati rendendo la lettura avvincente ma soprattutto contribuisce in modo determinante alla caratterizzazione del personaggio. Anche i paesaggi descritti sono spesso nebbiosi ed incerti. L'esattezza topografica lascia il posto alla descrizione di piccoli particolari. L'autore si sofferma sull'attimo, sul particolare.

 

Autobiografico o no non saprei dire, ma questo racconta risulta senz'altro verosimile e contiene in sé tutti gli ingredienti di un buon romanzo all'interno del quale non mancano riferimenti a cose o fatti che costituiscono per il lettore spunto di riflessione.

       

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