Il treno dell’ultima notte, Dacia Maraini
1956. Amara, la protagonista, intraprende un viaggio alla ricerca del suo compagno di giochi nonché primo amore Emanuele. Giornalista e senza più legami che la blocchino a Firenze prende il treno armata di taccuino e delle lettere che Emanuele le aveva scritto dopo che si era trasferito a Vienna e inizia a documentare un viaggio dove si intrecciano la sua storia personale, il nazismo e la deportazione di Emanuele che era ebreo, la guerra fredda.Durante il lungo e difficile viaggio verso la verità incontra l’uomo delle gazelle che diventerà suo compagno di avventura e che l’aiuterà nella ricerca.
È un libro stupendo. Tanta storia che si intreccia alla storia dei protagonisti. Tanta storia resa più umana e molto meno didattica.
Quello che però mi ha più colpito è stato il messaggio che mi ha
lasciato alla fine.
Emanuele è sopravvissuto ai campi di concentramento…ma
non è sopravissuto agli orrori e a tutto quello che ha dovuto fare per salvarsi.
Di lui non rimane più nulla. E forse nella brutalità della vita i nazisti hanno
voluto essere ancora più brutali trasformando le stesse vittime in carnefici.
L’uomo non era più uomo .
Forse anche se si sopravvive non ci si può salvare da certi orrori. E si spera che certi orrori non si ripetano mai più.