Fuoco, L'avversario, Luca Binaghi

Terzo e ultimo atto della trilogia che lo scrittore incentra sul concetto teologico ed escatologico di libero arbitrio e che prende il nome di "Il Secondo Dono".

L'autore affronta con questa opera un concetto vasto che ha da sempre contrapposto filosofi e religiosi e per farlo sceglie la chiave romanzesca, rifacendosi alla storia biblica di Lucifero, primo tra i cherubini e poi avversario di dio.

Malgrado sia quello che tra i tre romanzi č meno ricco dal punto di vista teologico trovo che questo ultimo atto sia quello scritto meglio, pių scorrevole ed avvincente ed anche quello in cui il concetto di libero arbitrio prende forma e contorni pių definiti.

L'autore si stacca in modo quasi completo dall'immaginario medievale dell'inferno descritto da Dante nella Divina Commedia e ne designa uno molto pių fedele alle sacre scritture e al catechismo della Chiesa Cattolica e lo fa con dovizia di particolari e grande fantasia.

Quello che in Luce era Lucifero e in Tenebra Kiah, diventa ora Satan; l'avversario.

Satan, persanaggio crudele e malvagio, ingannevole e spietato che ha scelto di essere l'avversario di dio e persevera nella sua scelta persino all'inferno, costituendo un regno del quale si mette a capo e che č caratterizzato proprio dalla assenza di dio. L'inferno Binaghesco non č altro che l'unico luogo dove dio non c'č.

E' proprio qui, dove dio non c'č, che il libero arbitrio prende forma e contorno e i demoni diventano paradossalmente meglio caratterizzati di quanto lo erano stati gli angeli dei precedenti episodi.

Le forme di peccato risultano pių varie e pių sfaccettato delle virtų di Luce delle penombre di Tenebra.

 

Quella di Satan risulta essere una scelta di vita, non una punizione e anche la presenza dei demoni che, perseverando nel loro peccato, si guadagnano la permanenza all'inferno, sembra essere quasi una libera scelta; qualcuno si pente, qualcuno tradisce, molti hanno paura di Satan ma la maggior parte banchetta insieme a lui con il sangue delle vittime che sembrano non mancare mai.

Nel lettore nascono anche sentimenti di simpatia per il personaggio oltre alla ripugnanza per i suoi atti a dir poco criminali ed č inevitabile porsi qualche domanda, stavolta profonda, sul significato della libera scelta.

Il libro scorre avvincente e rapido attraverso una geografia infernale ben disegnata, tra crimini e inganni del re Satan che ricalcano in modo ineccepibile i 10 comandamenti alla rovescia, fino ad un epilogo scoppiettante in cui le domande senza risposta sorgono come fiori in un prato a primavera e in cui si rivela finalmente completo il quadro e il senso della trilogia.

 

 

 

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