Dalle colline le strade rosse del Rwanda, Federica Cecchini

 

"I bambini e le bambine delle persone che amo e che vivono nella parte ricca del mondo hanno tante cose, tanti giochi, tante persone grandi attorno che si occupano di loro, e hanno sempre tante cose da fare. Per loro è più difficile scoprire le cose più importanti, quelle che contano davvero. Ci vuole più tempo, più pazienza, più fatica per capire quali sono sono le cose davvero importanti.

I bambini e le bambine delle persone che amo e che vivono nella parte povera non hanno quasi niente, non hanno giocattoli, si devono occupare delle persone grandi che hanno attorno, e fanno quello che gli si chiede di fare. Per loro è più difficile non avere pesi, obblighi, lavori da fare, conquistarsi un po' di tempo e farne quello che vogliono. E' più difficile per loro essere un po' egoisti."

Nel 1994 in Rwanda c'è stato un genocidio, ottocentomila morti in tre mesi. Dieci anni dopo Federica Cecchini si reca sul posto per offrire aiuto ai superstiti, i sopravvissuti di quel terribile periodo in cui si dice che dio si sia preso una vacanza.

 

Questo libro vuole essere un racconto delle esperienza vissute dalla scrittrice durante il suo periodo di permanenza in Rwanda, memorie frammentate e frammenti di storie pescate qua e là, perchè di intero non c'è più nulla. Eppure non è solo la narrazione delle atrocità commesse bensì uno spaccato di un popolo con una propria cultura ed una filosofia di vita affascinanti.

 

 

 

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