Cuore di tenebra, Joseph Conrad

 

Classico della letteratura di inizio novecento che racchiude in meno di cinquanta pagine una ricchezza di significato davvero impressionante.
Moltissime sono infatti le interpretazioni e le chiavi di lettura che la critica letteraria ha fornito su questo breve romanzo. Basta pensare alla sua libera reinterpretazione cinematografica ad opera di Francis Ford Coppola, ovvero l'arcinoto capolavoro Apocalypse Now.
La prima è più evidente chiave di lettura è rappresentata dalla critica al colonialismo, in cui è presente tutta l'Europa, rappresentata da Kurtz, tedesco, di madre inglese, padre francese e al servizio dei belgi, dal suo aiutante russo e dal capitano del battello, svedese.
Ma il vero protagonista del romanzo non è Marlow, voce narrante, né tantomeno Kurtz, bensì il male che la società occidentale non accetta ma che nello stesso tempo brama, ne é attratta magneticamente e compie ogni genere di barbarie in nome del potere e della civilizzazione dei popoli barbari.
Kurtz è un uomo notevole, intelligente, geniale, che inizialmente è mosso da ideali sinceri ma che poi finisce per cadere nella lusinga del proprio potere che si avvicina all'onnipotenza nel mondo selvaggio e primitivo che lo circonda, tanto da utilizzare metodi inopportuni e compiere barbarie di ogni sorta per perseguire i suoi scopi personali.
Kurtz si renderà conto della propria barbarie soltanto in punto di morte, realizzando che la tenebra che l'occidente si prefigge di sconfiggere nei popoli cannibali e selvaggi dell'Africa nera si trova in realtà nell'occidente stesso.
Tuttavia sarebbe riduttivo parlare di questo romanzo incredibilmente angosciante come di una pura critica all'occidente e al colonialismo.
In esso è presente tutto il fascino del male, del potere, dell'onnipotenza, che porterà inevitabilmente Kurtz, rappresentante del genere umano, a scoprire il suo lato peggiore ed autentico, attraverso il quale l'autore offre la sua visione pessimista e misantropica del genere umano e delle profondità del suo animo.

Un racconto inperdibile, una mazzata nello stomaco che travolge il lettore proiettandolo in un pozzo metaforico senza uscita, rappresentato dal fiume che la voce narrante risale con il piccolo battello, un budello via via più tenebroso in fondo al quale vi è Kurtz, a simboleggiare l'autentica natura dell'animo umano.

 

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