Così parlo Zarathustra, Friedrich Nietzsche

 

Rappresenta l’opera principale del grande filosofo, quella in cui la sua critica verso la società assume la forma più compiuta e meno velata. In forma di racconto simbolico fatto di brevi passi Nietzsche esprime tutto il suo disprezzo per il genere umano, o meglio per le masse, decretando fin dalle prime righe la morte di dio e sottolineando del resto le potenzialità che l’umanità avrebbe se sfruttasse appieno i mezzi dell’intelletto, se si elevasse fino a salire l’ultimo gradino della scala evolutiva, e divenire cioè superuomo. Poiché l’uomo non è che un ponte, tra la scimmia e il superuomo.

A tratti risulta di difficile comprensione, tuttavia la schiettezza della scrittura e la crudezza dei suoi giudizi rendono possibile un approccio anche a chi si trovasse quasi a digiuno di filosofia.

La storia di Zarathustra, di cui lo scrittore si serve per esprimere i suoi punti di vista, è la metafora dell’uomo che si eleva, disprezza il volgo ma che da esso viene schernito. La sua missione, malgrado tutto il suo disappunto, sarà quella di insegnare e riconquistare seguaci da liberare dal morbo della mediocrità, proprio come fa Nietzsche scrivendo questo libro.

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