Come pietre nel fiume, Ursula Hegi

Commento 1 

La protagonista è Trudi Montag, un personaggio femminile che affascina e che è reso incredibilmente umano… Trudi, nata  in un piccolo paesino sulla riva del Reno, è affetta da nanismo e la consapevolezza di questa sua differenza la catapulta da una dolce infanzia ad un amara adolescenza. Mancanza di amici, compassione, desiderio infinito di essere come gli altri  e sulle spalle la storia di una madre che saputa la malattia della figlia impazzisce fino ad essere rinchiusa in un manicomio. Come se non bastasse a questa vita difficile si unisce un quadro storico allarmante: l’avanzata del nazismo, le persecuzioni e la guerra.

La storia plasma l’uomo…ma è solo per merito di un fantastico personaggio femminile se l’accettazione della propria differenza e del proprio destino fanno di una vita priva di senso una vita straordinaria.

In tutte queste pagine non l’ho mai compatita…l’ho amata per la sua forza, la sua risoluzione, il suo amore per gli altri ma anche la sua cattiveria e la sua voglia di vendetta. Più umana di così!

 

Commento 2

 

Se proprio si deve classificare questo strano e sfaccettato romanzo, direi che rientra nella categoria dei libri che narrano la storia di un personaggio o meglio, di una persona. Ambientato in Germania negli anni bui del nazismo, pur restando aderente alla storia di Trudi, la scrittrice dipinge un quadro lucido e attento delle dinamiche che portarono un intero stato alla follia e all'ubriachezza di una stolta ideologia ma, non dimentichiamolo, alla fierezza e all'orgoglio di appartenere ad una razza, ad uno stato, ad una nazione forte e potente.

La scelta della città è più che azzeccata: Burgdorf, dove tutto accade con un attimo di ritardo, dove tutto sembra restare, malgrado tutto, normale. La piccola comunità della cittadina verrà scossa e travolta dall'ideologia nazista che dilaga ovunque, come il Reno quando esonda, sommergendo la coscienza delle persone sotto una spessa coltre di ubriachezza e paura, prima che la consapevolezza prenda il sopravvento e la comunità si svegli dal sogno.

Un libro profondo che intreccia il dramma personale della protagonista, nata nana e rimasta ben presto senza madre, alla tragedia di una Germania che, mutilata dalla prima guerra mondiale, segue incantata il carisma del furher.

Azzeccatissima la scelta dell'autrice di scegliere come voce narrante una persona come Trudi, che soffre per la sua diversità fisica, così evidente agli occhi della gente, mentre cominciano ad essere discriminate persone che ella considerava normali. La protagonista viene seguita dalla nascita alla maturità, arricchendosi di sfaccettature non sempre benevole, fino ad assumere la completezza di un personaggio magistralmente caratterizzato e complesso; molto, molto umano. Citando le parole di Trudi "dentro non è più piccola, ma è uguale agli altri", quindi perché aspettarsela completamente buona e perfetta? Attraverso i capitoli si scopre proprio questo, che ella, la discriminata, non è peggiore ma neanche migliore degli altri.

Ne deriva un messaggio profondo, che mi viene spontaneo applicare ad altri contesti e questioni che la trama tocca.

 

Ne nasce un punto di vista originale su anni difficili, tra storie tragiche e mai patetiche, narrate in modo scorrevole ed appassionante.

Un commento personale: uno dei pochissimi testi che, senza mezzi termini, mette in luce lo strettissimo legame di complicità e tolleranza che vi fu tra nazismo e chiesa cattolica.

 

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