Cent'anni di solitudine, Gabriel Garcia Marquez
Se dovessi
cercare un romanzo da affiancare a questo "cent'anni di solitudine" sono certo
che finirei per trovare "la casa degli spiriti".
Come nel capolavoro dell'Allende, Gabriel Garcia Marquez narra una storia che si
snoda e si allunga su un arco temporale lunghissimo, al punto che non è
possibile eleggere un protagonista della vicenda. Forse a farla da padroni, come
elementi costanti e onnipresenti in tutte le fasi del racconto, sono proprio la
solitudine e il mal di vivere che accompagnano più o meno tutti i membri della
famiglia Buendia.
Il racconto è ambientato a Macondo, uno sperduto villaggio circondato dalle
paludi in qualche parte dell'america latina.
Il ritmo è sempre svelto e agile e non subisce strappi eccetto qualche
flash-back e flash-forward peraltro sporadici e privi di grande importanza ai
fini della storia. Anche in questo è simile ai romanzi dell'Allende; il tempo
sembra scorrere placido e inesorabile portando il lettore all'interno del
villaggio soffocato ora dalla calura ora dalle piogge torrenziali, passando
dalle battaglie condotte dal colonnello Aureliano al frastuono della vita
mondana della compagnia bananiera alle braccia di una prostituta che lavora in
un eccentrico bordello.
La tristezza e la malinconia traspaiono da tutti i pori. I nomi dei personaggi e
dei luoghi sono musica dolce e lenta. Il tempo stesso sembra ristagnare in un
circolo vizioso nel quale i protagonisti vivono, invecchiano e muoiono con i
loro modi di essere.
La caratterizzazione dei personaggi è ben disegnata anche se per molti di loro
un po' affrettata, il che è inevitabile visto il loro gran numero. Restano molto
vividi però i contorni degli attori principali i cui nomi evocano solitudine al
solo pronunciarli: Ursula, Remedios, Aureliano, José Arcadio, Amaranta, Pilar,
Rebeca...
In conclusione un grande libro, che si colloca a ponte tra il fantastico e il
reale, in cui i due elementi sono sapientemente miscelati. Sicuramente da
leggere, magari anche più di una volta per cercare di non perdersi in tutto il
labirinto di nomi e di fatti che vengono narrati.