15/02/2019 - Cronaca di un parto

Fra poco ci vedremo.

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Non è stato semplice decidere se rifare il cesareo o tentare un parto naturale. Mille paure, dubbi… Alla fine opto per il naturale e appena torno a casa mi assale il panico. Io che ho una soglia del dolore bassa e ho paura di qualsiasi cosa come posso gestire un parto? Iniziai a leggere libri su libri per avere il maggior numero di informazioni possibili e dopo una settimana ridimensionai le miei paure.

Passati pochi giorni ecco alle due di notte i primi dolori. Mi spaventa ma dopo un paio di ore tutto divenne più gestibile. Avvertii Vittorio del travaglio in corso ma ero decisa a stare tranquilla a casa con Greta il più possibile per godermi la giornata. I dolori erano prima ogni 10 poi ogni 5 minuti. Riuscii a giocare comunque con Greta con aiuto dei miei suoceri e di fatto ii dolori erano molto sopportabili grazie soprattutto alla respirazione. Arrivarono le otto di sera e Vittorio, letteralmente preoccupato, mi prende di peso e mi obbliga ad andare in ospedale. Io ero convinta che sarebbe stato inutile perché i dolori non erano forti e mi avrebbero rimandato a casa ma per tranquillizzato gli diedi retta.

Mollata Greta ai nonni eccoci in ospedale e dopo poco direttamente in sala parto. Ero già incredibilmente a metà travaglio. La sala parto era piccola e molto medicalizzata ma grazie alla splendida ostetrica Martina e a Vittorio tutto divenne molto casalingo. Non ero agitata e le contrazioni mi lasciavano minuti per riposare, chiacchierare e sentire le cavolate del marito. Abbiamo parlato di tutto e un po’ quella sera come tre buoni amici. Verso l'una di notte, dopo 24 ore di contrazioni, il dolore divenne più intenso e meno sostenibile. Espiravo con tutte le mie forze per assecondarlo e lasciarmi andare. Iniziai a capire che da lì a poco tutto sarebbe cambiato. Si ruppero le acque… E ricordo ancora le risate di Martina al mio “s'è rotto! “.  Il tempo di mettermi sdraiata per canalizzare meglio la testa del bambino ed ecco che arriva il vero dolore in tutta la sua intensità. Mezz’‘ora di dolore profondo a cui non ero preparata  dove persi letteralmente la calma (tra l altro stritolando la mano di Vittorio e mordendo il suo braccio). Mezz'ora di confusione totale dove Vittorio mi ha detto che ho urlato di tutto: voglio morire… Voglio la peridurale… io non spingo più… poi tutto passò di colpo alle tre e quaranta del 15 mattina.

Maschio.

Cavolo ero riuscita in un'impresa che ritenevo per me impossibile. Mi misero subito Enea Alexander sul petto e quello scricciolo subito si attaccò al seno.

Momenti magici sia il travaglio con Greta al mio fianco che il parto con Vittorio e Martina. Non si è trattato solo di partorire un bimbo ma per me è stato un viaggio inaspettato nel mio inconscio. Mi ha cambiato e ne sono uscita una persona più ricca. E aggiungo… In culo a chi era convinto che non sarei riuscita…

Un ringraziamento a Vittorio, senza il suo supporto non sarei riuscita nell'impresa. Ti amo.

Un grazie a Martina per aver reso il momento magico. Sei l'ostetrica che tutte vorrebbero.

Un grazie a Greta e suoceri per avermi fatto passare una bella giornata nonostante le contrazioni.

Giada

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciao Gretona!

Tra qualche giorno compirai 11 mesi e quindi tra non molto un anno.

Sei molto diversa da qualche mese fa, molto diversa dalla Gretona immobile prima e poco mobile dopo.

Ora sei diventata un piccolo tornado che gira per casa afferrando e distruggendo qualunque cosa.

Noi ti vogliamo bene così, forse anche più di prima, anche se a volte non ci fai dormire, fai i capricci per mangiare e ci tiri i capelli.

Ma quando la mattina ci svegli e ti guardiamo nel letto con la tua candida faccia a palla, anche se a volte ci viene voglia di strangolarti, chissà come mai, ti riempiamo sempre di baci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono passati cinque mesi da quando sei entrata nelle nostre vite. Quante notti in bianco ha fatto la mamma? E il papà? Qualcuna pure lui... ma nonostante questo, quando accendo la macchina per andare al lavoro, con gli occhi rossi di sonno e anche un po' incazzato, non passano più di tre minuti che penso a te e sorrido, pensando alla tua facciona buffa e alle tue smorfie.

Sembra passato molto più tempo da quando eri un topolino inerme, ora ti giri, sorridi, fai le paroline, ti arrabbi e giochi. Stai imparando a stare seduta e abbiamo scoperto che puoi anche andare sott'acqua ma, soprattutto, siamo noi che stiamo imparando un sacco di cose...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scene di preparativi per le vacanze... non sembra pronta a gattonare verso le onde?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi 19 Giugno 2013, Greta compie due mesi. Ormai è una bambinona! Sta imparando a sciare, camminare, arrampicare e soprattutto a ciucciare sempre più latte...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi, 19 Aprile 2013, alle ore 12:59, è nato Bambinaccio, ovvero Greta Aristarco.

Questa piccola alpinista può annoverare nel suo curriculum vitae una via di più tiri in arrampicata, un tentativo alla punta Kastel, qualche ascensione escursionistica nella zona e qualche pedalata importante nei colli istriani.

Tutte le imprese sopra citate sono state svolte da Greta, che seduta comodamente nel pancione della mamma si è fatta portare a spasso per nove mesi.

Ora mia cara bambinaccia, dovrai imparare a camminare e sgambettare da sola, noi speriamo di trasmetterti la nostra passione per la montagna, per le vacanze, per la vita semplice, per la pizza e il buon vino, la cultura e la letteratura, per la vita così come la viviamo noi, che ci piace molto.

Per adesso grazie mille per la gioia che ci hai dato nascendo! Brava Bambinaccia! Vedremo poi sulla Nord del Cervino...

Piccola curiosità: Greta nasce nel giorno dell'anniversario della morte della grandissima maratoneta Grete Weitz, sarà mica un passaggio di testimone?

 

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